Lunedì 1 dicembre 2008 Palazzo del Consiglio Regionale Centro Direzionale Is. F 13
"... recupero degli edifici isolati e su cui non si è potuto intervenire dopo il sisma del 23 Novembre del 1980"
Si è suicidato l'ex assessore del Comune di Napoli Giorgio Nugnes, coinvolto nell'inchiesta della procura partenopea sugli scontri avvenuti nel quartiere di Pianura, nel gennaio scorso, durante le manifestazioni antidiscarica.
Nugnes era stato sottoposto agli arresti domiciliari il 6 ottobre scorso, misura in seguito sostituita dal divieto di dimora nel quartiere Pianura. Il 20 ottobre si era dimesso dal suo incarico.
Secondo le prime notizie, Nugnes si è tolto la vita impiccandosi nella sua abitazione di Pianura. Ci sarebbe stato un tentativo di rianimarlo, rivelatosi poi inutile.
Nugnes, esponente del Pd, era stato sospeso dal partito in seguito al coinvolgimento nell'inchiesta. La misura del divieto di dimora nei suoi confronti era stata di recente attenuata dai magistrati della Dda: Nugnes aveva il permesso di recarsi nella sua abitazione di via Grottole il lunedì, il mercoledì e il venerdì. Negli altri giorni risiedeva in una dimora di Quarto, in provincia di Napoli.
Il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, e il suo vice, Sabatino Santangelo, si sono recati nell'abitazione di Pianura dove l'ex assessore comunale alla Difesa del suolo e protezione civile è stato trovato cadavere. Il primo cittadino ha accolto con sgomento la notizia del suicidio.
Lunedì 1 dicembre 2008 Palazzo del Consiglio Regionale Centro Direzionale Is. F 13
"... recupero degli edifici isolati e su cui non si è potuto intervenire dopo il sisma del 23 Novembre del 1980"
Questa proposta di legge - spiega il presidente del gruppo di Sd Tonino Scala - va nell'ottica del recupero degli edifici isolati e su cui non si è potuto intervenire dopo il sisma del 23 Novembre del 1980. E' doveroso - conclude Scala - che dopo ventisei anni dal disastroso evento sismico e diciannove dall'entrata in vigore della legge 35 del 1987, la regione emani norme chiare al fine di consentire una immediata e rapida conclusione degli interventi ed attività connessa al sisma". Alla conferenza stampa che si svolgerà lunedì alle ore 11,00 presso la Sala del Consiglio Regionale della Campania sita al 1 primo piano dell'isola F13, parteciperanno Alfredo Rosalba (Sindaco di Casola), Franco Castellano (sindaco di Santa Maria la Carità), Antonio D'auria (sindaco di Sant'Antonio Abate), Giuseppe Dattilo(sindaco di Pimonte) Antonio Pentangelo (sindaco di Lettere), Michele Serrapica (sindaco di Gragnano), Salvatore Vozza (sindaco di Castellammare di Stabia)
Di fronte al costante aumento della violenza, non solo sulle donne, in ogni contesto sociale, anche familiare, di fronte al silenzio quasi totale delle istituzioni, dei mass media e delle stesse vittime, ci si è chiesto quale è la realtà femminile oggi, quali i problemi delle donne: il loro silenzio è segno di una maggiore emancipazione, liberazione ormai raggiunte o di una rinuncia?
Martedì si è celebrata la Giornata mondiale contro la violenza alle donne, un fenomeno allarmante e in ascesa, che si verifica in diversi contesti sociali, culturali ed economici. Non c’è solo la violenza sessuale, ma anche maltrattamenti psicologici, fisici ed economici, perpetrati per lo più in ambito familiare. Il silenzio delle donne però è ancora forte, soprattutto se non sono garantite sul tipo di aiuto che possono ricevere. Per questo la sensibilizzazione, la formazione e la sinergia tra gli operatori dei servizi è fondamentale, e l’Azienda Usl ha realizzato una linea guida che garantisca condizioni idonee di accoglienza alla donna maltrattata.
E se qualcuna volesse parlare, a chi potrebbe rivolgersi? "La violenza contro le donne è considerata una violazione dei diritti umani. La violenza spesso si consuma tra le mura domestiche e il 96% delle volte non è denunciata. E’ una piaga sociale che colpisce i paesi in guerra, quelli poveri e in via di sviluppo, ma anche i paesi ricchi ed industrializzati come l’Europa. Secondo il Viminale, in Italia la maggior parte delle vittime di violenza sono donne diplomate o laureate costrette a pagar pegno per la loro emancipazione. E’ ora di aggiornare il codice penale ed è necessario che le istituzioni finanzino progetti che tutelino e mettano in sicurezza le donne che hanno subito violenza", Si è riconosciuto che milioni di donne hanno subito violenze sessuali e milioni di donne violenze fisiche. Non si hanno, che io sappia, dati su quelle psicologiche, ma sono più di quante si pensi, subdole e sottili, sfuggono spesso alla comune percezione, eppure fanno soffrire moltissimo anche queste. Se ne è parlato, si è cercato di esaminare il problema e si è d’accordo che importantissimo è cominciare dal fare qualcosa di concreto per le vittime, aiuti immediati e smetterla con il temporeggiare, il sottilizzare, il distinguere e con gli incitamenti ipocriti a “capire”, aspettare, sperare: dove e quando abbiamo una donna picchiata vuol dir che c’è un picchiatore e chiunque sia, ha commesso un reato e come tale va inquisito e punito e le pene debbono essere certe ed applicate, uguali per chiunque e dovunque sul territorio nazionale, non può avvenire che scazzottare una donna nel Paese A è reato, ma nel paese B, in base alla personale opinione di un giudice , diventa una monelleria una monelleria. Non dimentichiamoci che in Italia un qualche magistrato ha valutato opportuno non perseguire un padre, una madre ed un fratello che hanno legato ad una sedia una ragazzina e "per il suo bene" ( non si adattava al 100%, alle usanze del Paese di origine in fatto di comportamento femminile), la hanno riempita di calci, sputi e pugni fino a mandarla in gravi condizioni all'ospedale e, sia detto per inciso ed a vergogna della massa femminile Italiana, non ho sentito nessuna protesta, forse sono stata disattenta? Eppure ho cercato, denunciato, protestato, come blogger hanno cercato di farmi tacere, questo si, per il resto, solo dalla stampa straniera un divertito domandarsi della nostra situazione.. peccato che io non mi sia divertita affatto a vedere che gente siamo, come sembriamo marionette che solo se i fili vengono mossi, si muovono, altrimenti... lì sul palcoscenico della nostra povera Italia zitti e indifferenti, e l'empatia per la ragazzina su cui si è usata una vergognosa violenza? Debbo arrivare a credere che in quel momento non serviva, quindi.. pippa?
Ci si vergogna ormai troppo spesso di quel che si vede e che si sente.
Insomma bisogna darsi da fare tutti , e fare capire alle donne che debbono uscire dal silenzio, superare il senso di colpa e di disistima che il maltrattamento induce e denunciare, denunciare, denunciare, considerando comunque che non servirebbe a niente se non si trovassero istituzioni pronte e preparate ( come purtroppo ancora capita). Questo dalla parte delle vittime, ma gli aggressori , i violenti, chi sono? Perché il fenomeno è ancora tanto presente ed anche indipendentemente dalla scolarizzazione, dalla situazione sociale? Come fare per evitare di allevare futuri violenti e prevaricatori che possono poi anche diventare violentatori? Psichiatri, psicologhi ed analisti sembrano orientati verso l’analisi di disturbi della personalità in caso di uomini fragili che cercano di affermare la propria mascolinità a spese della donna . Questa evidentemente è solo una parte dei casi che possono presentarsi e si ha in famiglia. Più spesso siamo di fronte a soggetti che non provano empatia per l’altro, se è una donna, è vista come qualcosa di diverso da sé di minore valore o nessun valore. E questa mancanza di empatia si verifica anche nei casi di bullismo, maschile e femminile. Anche qui mi pare di capire, siamo di fronte ad un disturbo della personalità, cosa è l’empatia?
Per empatia si intende la capacità di un essere umano di percepire lo stato d’animo ed i sentimenti di un’altra persona, si arriva a sintonizzarsi emotivamente con l’altro, a percepirne sensazioni ed emozioni. Caratteristica di questo stato d’animo è che non si perde il proprio punto di vista, si mantiene la propria percezione delle cose, la propria lucidità, i propri valori restano immutati, si capisce cosa l’altro prova, ma non lo si sostituisce ai propri sentimenti ai propri valori. Si entra in empatia anche con un soggetto negativo, si comprendono i suoi difetti, non li si condivide, ma non li si giudica. Empatia è anche condividere, con questo stesso “animo”, anche momenti gioiosi e positivi.
L’empatia in fondo consite nel riuscire ad entrare nel mondo interiore di un’altra persona, è la capacità di intuire ciò che sta accadendo nel suo profondo , percependo le sue emozioni ed i suoi stati d’animo autentici, un contatto emotivo tra due esseri umani, proprio di chi è capace di comprendere le ragioni dell'altro indipendente dai propri schemi. Semplificando i concetti appena espressi si potrebbe dire che l’empatia consiste nel sapersi mettere nei panni dell’altro, nel comprendere dunque ciò che l’altro sta provando dentro di sé, trascurandone le manifestazioni comportamentali esteriori che non sempre corrispondono ai sentimenti veri.
La capacità a provare questo particolare sentimento si forma principalmente attraverso il sistema di attaccamento che si instaura con la madre nella primissima infanzia. E mi diceva un parente docente di psichiatra dell’infanzia ,che quasi sempre soggetti violenti hanno una storia di cattivo rapporto o meglio di difetto di attaccamento con la madre. Questo non vuol dire che siamo in presenza di una cattiva madre da colpevolizzar che pure può capitare, ma normalmente abbiamo una madre a sua volta non empatica, che non comprende il figlio/a, una madre che non sa comprendere le necessità più profonde del figlio pure amandolo e dandogli quel che crede meglio. Certo questo non basta da solo, non basta una madre poco o nulla empatica verso i figli, importantissimi sono gli altri incontri che il giovane avrà , la scuola, i compagni, le amicizie.Importanti negativamente sono le propensioni al narcisismo, la impossibilità cioè di sopportare un rifiuto, tanto che si preferisce neanche tentare un approccio pur di non essere rifiutati, nel mondo degli adolescenti questi son problemi che si riverberanno probabilmente su futuri adulti "disturbati"
Concludendo, a me pare che viviamo in una società violenta , spesso crudele, in cui si sono distrutti valori portanti senza sostituirli con altri valori.. una polveriera che rischia di colpire ancor di più i soggetti più deboli: donne, bambini, anziani. Forse dovremmo fare e pretendere qualcosa di più delle enunciazioni sia pure suggestive di organismi come Onu e simili, che il problema c’è , lo sappiamo in molti, che poi si voglia e si sappia davvero fare un capovolgimento culturale effettivo.. ho i miei dubbi e certo non è con la lotta dei sessi , né con le quote rosa che secondo me andremo lontano
... Infondo ha lavorato solo una vita!!!
Crisi - Il bonus familiare, l'una tantum prevista tra le misure anti-crisi, andrebbe da un minimo di 200 e
uro ad un massimo di 1.000 euro. Sarebbe questa l'ultima versione dei tecnici sul tavolo del governo che venerdì si appresta a varare il piano anti-crisi. Il tetto di reddito salirebbe a 22.000 euro (rispetto ai 20.000 delle simulazioni iniziali). Secondo le ipotesi tecniche, un pensionato solo, per esempio, prenderà un contributo di 200 euro se ha un reddito annuo fino a 15.000 euro. Per le famiglie gli scaglioni di reddito sarebbero tre: 17.000, 20.000, 22.000. Il contributo varierà anche a seconda del numero dei figli. Al massimo l'una tantum per le famiglie dovrebbe variare da un minimo di 300 euro ad un massimo di 1.000 euro. Secondo fonti tecniche al lavoro sul dossier, il costo di questa misura dovrebbe aggirarsi intorno ai 2,3 miliardi di euro. Sulle tredicesime invece il premier Sivlio Berlusconi conferma che non ci sarà alcuna detassazione, una mancanza che secondo il premier verrà «sanata con il bonus». «Avrei voluto fare la detassazione delle tredicesime, ma con i fondi disponibili l'incidenza sarebbe stata minima. Credo si procederà con i bonus familiari», ha dichiarato Silvio Berlusconi.
Sul tavolo è poi in discussione il blocco degli aumenti delle tariffe autostradali per quattro mesi, a partire da gennaio: è «l'ipotesi» sulla quale sta lavorando il governo, e che dovrebbe prevedere anche lo stop dei rincari di altre tariffe, tra cui quelle ferroviarie, e bollette. In tal caso per Fs, verrebbero 'congelati' gli introiti dal servizio universale, pari a 250 milioni derivanti dai biglietti Intercity. «Stiamo lavorando» su questa linea rispetto ai pedaggi, ha spiegato il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, in occasione dell'assemblea annuale dell'Aiscat.
Ipotesi subito raccolta e sostenuta dal presidente dell' Associazione delle società concessionarie autostrade e trafori, Fabrizio Palenzona: «Siamo d'accordo», ha detto, ma a patto che ciò valga per tutti e i contratti siano rispettati. L'eventuale stop ai rincari tariffari autostradali riguarderà i primi quattro mesi del 2009 e avrà un impatto sull'intero sistema delle concessionarie pari a «30-40 milioni di euro», secondo «un calcolo spannometrico», riferito dallo stesso Palenzona. Comunque «non è un problema di cifre» che «è relativo rispetto al danno che si crea violando i contratti», ha sostenuto, «la questione non è quanto le società ci rimettono, ma il contributo che si dà al sistema».
Ma sui provvedimenti è molto critico il segretario del Pd, Walter Veltroni, che parla di «un errore drammatico se si dovesse trattare di provvedimenti spot, fatti solo per andare sui giornali». Intanto, la Cgil ribadisce la sua posizione: «Se il governo domani non cambia la propria impostazione noi faremo lo sciopero», dice il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. «Di fronte ad una crisi eccezionale - ha affermato il leader di Corso d'Italia - serve una politica eccezionale, se il governo pensa di affrontare una crisi che costa decine di miliardi ai lavoratori soprattutto giovani e donne con strumenti ordinari si sbaglia». Sul piano anti crisi si esprime anche il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, secondo cui la detassazione della tredicesima non basterebbe comunque per restituire fiducia alle famiglie:
«Bisogna fare di più. Gli interventi fatti una volta sola, come la detassazione della tredicesima, possono aiutare ma il rischio è che le famiglie risparmino i soldi e non li spendano».
Secondo la leader degli industriali «sarebbe più efficace una riduzione strutturale della pressione fiscale per i redditi più bassi da finanziare con lo sforamento per un anno del parametro europeo deficit/pil, con la riduzione della spesa pubblica improduttiva e con i proventi della lotta all'evasione fiscale».
ANSA - Lunedì 1 dicembre 2008 Conferenza Stampa in merito alla presentazione del progetto di legge regionale: "Interpretazione Autentica dell'Articolo 5 della Legge Regionale 27/6 /1987"
"Questa proposta di legge - spiega il presidente del gruppo di Sd Tonino Scala - va nell'ottica del recupero degli edifici isolati e su cui non si è potuto intervenire dopo il sisma del 23 Novembre del 1980. E' doveroso - conclude Scala - che dopo ventisei anni dal disastroso evento sismico e diciannove dall'entrata in vigore della legge 35 del 1987, la regione emani norme chiare al fine di consentire una immediata e rapida conclusione degli interventi ed attività connessa al sisma". Alla conferenza stampa che si svolgerà lunedì alle ore 11,00 presso la Sala del Consiglio Regionale della Campania sita al 1 primo piano dell'isola F13, parteciperanno i sindaci dell'area dei Monti Lattari"
NAPOLI 26 NOVEMBRE 2008: Basta alla realizzazione di parcheggi selvaggi o autorizzati con semplice Dia è quanto chiede al Governo regionale, il capogruppo di Sinistra Democratica Tonino Scala, firmatario di una interrogazione destinata a far luce sull'intricato panorama della realizzazione dei parcheggi nei comuni campani. "Ho preso come spunto - afferma il consigliere di Sinistra Democratica - il caso della penisola sorrentina - per sapere se non sia il caso di regolamentare meglio la norma dei parcheggi esplicitando e imponendo che per eventuali permessi a costruire e/o autorizzazioni in deroga devono essere necessariamente applicate le procedure di cui allÂ’articolo 14 del Testo Unico dell'Edilizia D.P.R 280/2001; se non sia il caso di inserire nella norma, oltre alla verifica della Soprintendenza, anche l'obbligo di produrre per tali interventi la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA); quali provvedimenti si intendono prendere per evitare che, nelle more di una interpretazione autentica della norma, si possa impedire ai Comuni di autorizzare la realizzazione dei parcheggi pertinenziali solo con la DIA; alla luce della recente giurisprudenza amministrativa, quali iniziative si vogliono mettere in atto per i parcheggi che fino ad ora sono stati realizzati, interpretando in modo eccessivamente arbitrario la norma, in palese odore di illegittimità".
Tonino Scala

tratto da MicroMega
Entro in Università. All'ingresso, un piccolo annuncio. Il Rettore comunica che, a causa dei ultimi tagli, nel 2010 sarà difficilissimo pagare gli stipendi e trovare fondi per la ricerca. Poi, nel mio studio, consulto la rassegna stampa. Un autorevole ministro, in un'intervista a un quotidiano, definisce i ricercatori come «capitani di ventura»: se non trovano posto in Italia sono liberi di andare altrove.
E mi viene subito in mente che i capitani di ventura erano effettivamente liberi di scegliere chi meglio li pagasse: non esercitavano però il mestiere di capire, ma quello di uccidere. Non mi stupisco. Un autorevole ministro del precedente governo aveva infatti descritto professori e ricercatori come «privilegiati». Le differenze tra le due definizioni sono solo sfumature, questioni di stile.
Gli eventuali dubbi si dissipano il 16 ottobre. Il Papa dice che la scienza è priva di etica: gli scienziati sono spesso «arroganti», «avidi» e inseguono «facili guadagni». Possono diventare «un pericolo per l'umanità». Intanto ricevo molti messaggi sui mancati riconoscimenti per gli studiosi italiani in occasione del premio Nobel per la fisica. Mancati riconoscimenti che hanno una lunga storia, come ci ricorda Battiston nella sua rubrica e come mi scrivono - con una lettera saggia e dettagliata - i colleghi del Dipartimento di fisica dell'Università «La Sapienza».
Quali cose stanno alle spalle di tutto ciò? Ne cito una sola. La cito perché può aiutarci a comprendere come mai, pur avendo ottimi scienziati che compiono eccellenti ricerche in collaborazione con colleghi di altre nazioni, l'Italia scientifica non riesce a essere autorevole a livello internazionale.
Non ci riesce perché, durante il Novecento, non ha saputo esprimere quei principi secondo i quali, nelle nazioni moderne, merita rispetto colui che esercita il mestiere di capire i fenomeni naturali. Altri criteri si sono invece imposti: la norma secondo cui la scienza non è una forma culturale ma è una tecnica, l'opinione di qualche filosofo che vede nella tecnica la radice dell'alienazione dell'uomo, l'idea diffusa secondo cui spetta alla politica e alla religione il compito di decidere quali linee di ricerca vadano perseguite e quali invece debbano essere abbandonate.
Vale davvero la pena di ricordare, ancora una volta, la diagnosi fatta a suo tempo da Antonio Ruberti. Il quale sottolineò, con pagine mirabili ed equilibrate, come in Italia la scienza non fosse percepita dalla maggioranza dei cittadini come cultura, e come si rispecchiasse nei governanti questa immagine negativa della conoscenza.
E i giovani che vogliono diventare scienziati? Hanno già capito da anni: se ne vanno in altri paesi. Li approvo, ovviamente. Così come approvo quei Rettori che parlano ormai di dimettersi. Un'approvazione piena di malinconia, intendiamoci, ma anche venata di qualche speranza: forse quei giovani torneranno, forse questi Rettori potranno restare. Forse nel nostro paese ci si accorgerà d'aver imboccato una strada sbagliata, ci si renderà conto che il mestiere di capire è la miglior virtù di un popolo civile, che la conoscenza deve essere libera.
Insomma, c'è ancora qualche spazio per quell'ottimismo ragionevole di cui parla Paolo Rossi nelle pagine di Speranze, appena edito da Il Mulino. La Francia, per esempio, ora investe 10 miliardi di euro per potenziare università e ricerca scientifica. E la Francia è vicina. Molto vicina.
(ANSA) - MILANO, 20 NOV - Nessun boom di psicofarmaci tra i bambini italiani: dal 2004 al 2007 le prescrizioni sono calate del 30%, e anche i trattamenti per la sindrome da iperattivita' (Adhd) sono nettamente al di sotto delle aspettative [enfasi aggiunta]. A dirlo e' Carlo Lenti, neuropsichiatra infantile dell'Universita' di Milano, durante il convegno Milanopediatria 2008. ''In questi ultimi anni - spiega Lenti - e' in atto un drastico calo della prescrizione di psicofarmaci (come antidepressivi e neurolettici) in eta' pediatrica. Questo soprattutto a causa di campagne di sensibilizzazione sociale che hanno demonizzato [enfasi aggiunta] in modo acritico l'uso di questi farmaci, spaventando i genitori e gli stessi medici''. Lenti dedica poi un capitolo a parte alla chiacchieratissima sindrome da iperattivita'. ''L'Istituto superiore di sanita' aveva stimato una prevalenza tra i 6 e i 18 anni dell'1%: in pratica - precisa - si pensava che 75mila giovani ne fossero colpiti. Ma in un anno di attivita' del registro nazionale dell'Adhd (istituito per controllare l'uso dei farmaci in questi pazienti) sono stati segnalati solo 626 casi''. Il boom di prescrizioni tanto temuto non si e' quindi verificato, e lo testimonia anche l'attivita' del centro di riferimento regionale per l'Adhd dell'Universita' di Milano presso l'ospedale San Paolo. ''In un anno sono arrivati 52 bambini con sospetta sindrome da iperattivita'. Di questi - conclude Lenti - 20 ne erano davvero colpiti, e solo 7 sono stati posti in trattamento con farmaci e supporto psicologico''. (ANSA).
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