Vico Equense - Il Comune di Vico Equense chiede a Regione e Provincia, che ne sono proprietarie, di gestire Monte Faito per realizzare un piano di rilancio della montagna. Il sindaco Gennaro Cinque propone un incontro ai presidenti Antonio Bassolino e Riccardo Di Palma. L’obiettivo è quello di poter raggiungere una forma di collaborazione istituzionale per recuperare uno degli ultimi polmoni verdi della Campania con l’intervento del Comune. L’amministrazione cittadina, infatti, risulta proprietaria dell’intera rete viaria, dell’impianto di pubblica illuminazione nonché di tutti gli impianti a rete ed il Comune ha da sempre esercitato attività di vigilanza, custodia, tutela e preservazione del patrimonio ambientale del Monte Faito. L’Amministrazione Comunale di Vico Equense sta da tempo attuando un articolato programma per la promozione e la valorizzazione dell’immagine del “Monte Faito”, non da ultimo con il progetto OCEANOVERDEFAITO, già sottoposto nel mese di settembre 2008 all’attenzione dei vari Ministeri, Regione Campania e Provincia di Napoli, ricevendo per tale attività numerosi riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale. La possibilità di gestire la montagna, secondo un piano articolato e concordato con Provincia e Regione, porrebbe fine all’attuale situazione di stallo. E’ bene ricordare che “il gigante verde” conta 420 ettari di bosco che rientrano per circa l’80% nel territorio del Comune di Vico Equense e che rappresenta una delle potenziali zone turistiche della provincia di Napoli e dell'intera Campania: ricco di boschi di conifere, castagni e faggi, da cui deriva verosimilmente il suo nome. Tante le offerte per un turismo che ama natura e verde e che fino ad oggi sono restate in gran parte inespresse. In particolare, numerose le opportunità per gli amanti degli sport all'aria aperta, che, in particolar modo durante la bella stagione, possono praticare equitazione e nuoto; inoltre, per chi preferisce il contatto con la natura, è possibile effettuare salutari passeggiate lungo i suggestivi sentieri "guidati", che si inoltrano nei boschi. Soprattutto durante il periodo estivo ed autunnale, poi, nella zona sono ospitate numerose manifestazioni culturali e folkloristiche, tutte organizzate dal Comune di Vico Equense, che rappresentano un forte richiamo per gli amanti della montagna: di grande interesse la sagra della castagna, che si tiene ogni anno nel mese di novembre, nel corso della quale vengono offerte all'assaggio e alla degustazione, oltre alle deliziose "caldarroste", numerose specialità a base di castagne; il tutto allietato da danze e canti tipici partenopei. Si segnala, infine, il belvedere, posto a 1050 m, dal quale si può ammirare uno dei panorama più celebri d'Italia, che spazia dalla Penisola Sorrentina, al golfo di Napoli, all'isola d'Ischia, al Vesuvio fino a tutta la valle del Sarno. “La collaborazione e la sinergia tra Regione, Provincia e Comune, garantirebbe concretamente il perseguimento degli obiettivi di rilancio. Ha detto il Sindaco di Vico Equense Gennaro Cinque. “il Comune di Vico Equense - ha continuato il primo cittadino - da anni è impegnato nella preservazione e valorizzazione del Monte Faito, uno dei beni ambientali più significativi dell'intera provincia, contribuendo in modo determinante – anche attraverso l’opera instancabile dell’Associazione dei Volontari del Faito, dei residenti e degli imprenditori locali, alla tutela e alla sottrazione di questo pezzo di verde al degrado, alla speculazione, ad un uso improprio e danni di ogni tipo, certificata da innumerevoli interventi della stampa locale e nazionale. Chiediamo collaborazione tra istituzioni – al di là ed al di sopra del colore politico – perché questa situazione di stallo ha contribuito fortemente a determinare lo stato di abbandono che ha, finora, avuto negative ripercussioni sul patrimonio ambientale e sui flussi turistici della zona”. Nei giorni scorsi
sull’argomento è intervenuto il consigliere regionale della Sinistra Democratica Tonino Scala anche alla luce della proposta fatta dall’Ente Parco dei Monti Lattari di gestire Monte Faito. “Non si può fare mercimonio sul futuro dell’unico polmone verde che abbraccia Castellammare di Stabia e Vico Equense. I soli titolari della gestione della montagna – ha continuato il consigliere regionale – devono essere i comuni. Nessuna equipe di professionisti sarebbe in grado di provvedere alla gestione della montagna. Ritengo che prima di lanciarsi in avventate richieste occorrerebbe delineare un ragionamento complessivo che sia capace di tracciare delle linee di prospettiva, che si interroghi sul futuro della montagna, che parli del futuro delle montagna . Per essere più chiari: un intervento , come quello proposto dall’Ente Parco dei Monti Lattari, così strutturato escludendo il coinvolgimento dei comuni, rappresenterebbe l’ennesima mortificazione del territorio. Sinistra Democratica- conclude il consigliere regionale Tonino Scala- in tutte le sue sedi sia provinciali che regionali si batterà affinchè, prima di qualsiasi scelta avventata si cerchino gli spazi politici e partecipativi per determinare le scelte riguardo al futuro di Monte Faito. A scegliere del futuro della montagna devono essere prima i cittadini del posto”. (Francesco Di Maio) RIFLETTERE RIFLETTERE RIFLETTERE
Il Consigliere regionale Tonino Scala, capogruppo di Sinistra Democratica, esprime solidarietà ai lavoratori dello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia, impegnati stamani, 30 gennaio, nell’ennesima manifestazione di protesta a tutela dei loro diritti. Ciò che avviene nella Fincantieri campana, non è solo legato alla crisi economica che sta attraversando il settore, ma anche a un quadro nazionale che penalizza fortemente il nostro territorio. “Accordi disattesi, incontri che saltano, un futuro da cassa integrati o, peggio, da disoccupati. E’ questo lo scenario che in cui stanno vivendo i lavoratori della Fincantieri, ai quali va tutta la mia solidarietà unita a quella dell’intero partito che rappresento. – Ha dichiarato Tonino Scala – “Sono molto preoccupato per questo ho preparato un Question Time per la seduta del 3 febbraio, che vedrà la risposta immediata degli assessori al Lavoro e alle Attività Produttive, ai quali chiedo l’ intervento sia del governo regionale sia di quello nazionale” conclude il capogruppo - “Insomma hanno sempre fronteggiato e combattuto momenti di crisi e scarichi di lavoro. Fanno bene oggi a difendere con energia il diritto ad un reddito dignitoso e al loro futuro. Loro hanno mostrato e mostrano di sapere fare bene la loro parte. Alla dirigenza adesso il compito di dimostrare che sa fare la sua”. Ai vertici aziendali che si rifiutano anche di interloquire con i sindacati e i lavoratori, vorrei ricordare che i lavoratori hanno mostrato sempre grande senso di responsabilità, accettando trasferte volontarie, orari di lavoro maggiorato, hanno diviso gli appalti con altri cantieri mostrando solidarietà e affezione al lavoro”. –
Questa sera alle ore 19,15 su Antenna3
intervista a Tonino Scala
e alle ore 22,00
su Metropolis
Tonino sarà ospite della trasmissione
Sestante
sulla crisi Fiat
La Food and Drug Administration ha emesso un "warning" per danni epatici potenzialmente mortali a carico dello Strattera, lo psicofarmaco che viene somministrato anche in Italia per gestire i bambini iperattivi, agitati e distratti. Viceversa, l'Agenzia italiana del farmaco non ha ancora preso alcuna iniziativa."Non siamo affatto stupiti- commento Luca Poma, portavoce di 'Giu' le mani dai bambini', la piu' importante campagna di farmacovigilianza pediatrica in Italia-. Abbiamo evidenziato all'Aifa e all'Iss la pericolosita' dello Strattera molto tempo fa, ma hanno deciso di autorizzarlo comunque allacommercializzazione. Si assumeranno tutte le responsabilita' in caso di decesso di bambini italiani"."Oltre ai problemi al fegato- aggiunge Fava Vizziello, Neuropsichiatra infantile e docente all'universita' di Padova, vedo bambini completamente appiattiti dallo psicofarmaco totalmente disinteressati all'ambiente e con lo sguardo vuoto: mai come oggi e' necessaria questa campagna informativa che spiega i rischi dell'uso di queste molecole sui bambini".La Food and Drug Administration, si legge nella nota diffusa da 'Giu' le mani dai bambini', "dopo l'ennesimo report per gravi danni epatici – anche mortali - riportati da picoli pazienti trattati con lo psicofarmaco atomoxetina (nome commerciale Strattera), ha emesso una comunicazione urgente indirizzata a tutti i medici autorizzati all'esercizio della professione negli Stati Uniti, sollecitandoli ad informare immediatamente le famiglie dei loro pazienti circa i rischi associati all'uso del medicinale, con preghiera - avvisa l'FDA - 'di contattare il proprio medico al primo sintomo di fatica, perdita di appetito, nausea, vomito, prurito, urine scure, ittero della pelle, gonfiori dell'area epatica o inspiegabili sintomi influenzali'".Lo Strattera fu approvato il 26 novembre 2002 come psicofarmaco per trattare i bambini iperattivi, distratti ed agitati. Dal 2002 al 2007, secondo 'Giu' le mani dai bambini', circa 3,3 milioni di pazienti hanno ricevuto prescrizioni di atomoxetina nei soli Stati Uniti, e di essi circa 2,1 milioni(64%) erano minorenni". La Fda nella sua comunicazione scrive che "mentre nella fase di pre-commercializzazione non erano stati evidenziati segnali circa possibili danni gravi al fegato, i report successivi alla commercializzazione hanno identificato nell'atomoxetina un elemento causante malattie epatiche, anche gravi ed a volte mortali".A seguito di tali report, nel 2004 e' stata resa obbligatoria l'aggiunta di un avviso in grassetto sui foglietti illustrativi di questo psicofarmaco, indicante i potenziali rischi di gravi danni al fegato. Nonostante queste misure precauzionali, la Fda dichiara di aver ricevuto "sei ulteriori report di gravi danni epatici in pazienti trattati con atomoxetina".A seguito di cio', "i foglietti sono stati ulteriormente rivisti in senso ancor piu' restrittivo nel 2007, ma le segnalazioni non cessano di pervenire". "Gli operatori della salute e i pazienti- sostiene la Fda, secondo quanto riportato da 'Giu' le mani dai bambini'- devono quindi essere messi in guardiadai gravi rischi epatici associati all'uso di atomoxetina e riferire immediatamente eventuali casi al programma federale di controllo MedWatch". Il fegato "e' il principale organo che metabolizza i farmaci, ed a volte questi possono causare danni alle cellule epatiche: da aumenti di attivita' enzimatica nel sangue, ad un vero e proprio collasso dell'organo con conseguente necessita' di trapianto. Questo tipo di danni possono portare anche al decesso- dichiara l'Fda- e questa e' una delle ragioni principali per cui un farmaco viene rimosso dal mercato"."Non siamo purtroppo stupiti per cio' che sta accadendo il Usa- spiega Luca Poma, giornalista e portavoce di Giu' le Mani dai Bambini- perche' il nostro primo avviso in Italia sulla pericolosita' dello psicofarmaco Strattera e' del dicembre 2005, e l'abbiamo ripetuto nel febbraio 2007, ma l'Istituto Superiore di Sanita' li ha pressoche' ignorati e l'Agenzia Italiana del Farmaco ha deciso di autorizzare comunque al commercio questa molecola, che e' pericolosa per i nostri bambini". Questi enti "si assumeranno la piena responsabilita' per tali decisioni, nella denegata ipotesi in cui qualche piccolo paziente avra' problemi gravi con questo psicofarmaco: non potranno dire che non sapevano".
Fonte: DIRE Minori – Notiziario Minori
Il golpe di Silvio
Per questo la Conferenza delle Regioni ha chiesto un tavolo tecnico-politico per lunedì. «Vogliamo che ci siano Giulio Tremonti e Maurizio Sacconi, e che rispondano alle nostre domande», spiega Vasco Erranni. Domande decisive. «Primo: da dove verranno reperiti i 5 miliardi dello Stato - elenca Errani - Su questo non accettiamo partite di giro, né ulteriori sottrazioni di risorse. Secondo: cosa si chiede di fare alle Regioni? Sanno o no i signori del governo che la Commissione europea ci ha impedito di utilizzare il Fondo sociale per le casse integrazione? Con quelle risorse possiamo attivare solo politiche attive (per esempio formazione), altrimenti le perdiamo. Terzo: come procedere con le risorse disponibili? Non possiamo utilizzare i fondi già programmati, perché i tempi sono stretti e per riprogrammare passano mesi». Insomma, i nodi sono molti e il governo non sa, non risponde, non spiega (a parte i proclami in Tv). Un tecnico definisce l’incontro dei governatori con il ministro Raffaele Fitto «imbarazzante». «Non sapeva cosa dire, non ha fornito alcun chiarimento richiesto», spiega. Il sottosegretario Nicola Cosentino
NAPOLI — Non deve dimettersi il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino. No, dunque, alla mozione presentata dai capigruppo Pd, Udc e Idv, Antonello Soro, Michele Vietti e Massimo Donadi. L'esito del voto non susciterebbe interesse, dato il rapporto di forze tra maggioranza e opposizioni, se non fosse che per la bocciatura si sono espressi anche molti deputati del Pd, a cominciare dai membri della commissione Giustizia, mentre altri hanno preferito abbandonare polemicamente l'aula. PD DIVISO - Tra questi il ministro ombra della Giustizia Tenaglia, vicinissimo al segretario del Pd Walter Veltroni. I numeri raccontano platealmente quanto avvenuto ieri sera nell'aula di Montecitorio: 236 voti contrari, 128 favorevoli e 33 astensioni, ma non descrivono il dissenso profondo tra i democratici contro una mozione incentrata esclusivamente sull'inopportunità politica - per l'esponente di governo a mantenere l'incarico, dopo essere stato chiamato in causa, per supposte collusioni con la criminalità organizzata, da 5 pentiti di camorra. COMPATTI I PARLAMENTARI CAMPANI - «Naturalmente i parlamentari campani hanno votato a favore», spiegava ieri il segretario regionale Tino Iannuzzi, il quale ha anche raccontato come è nata la decisione di presentare la mozione. «Più volte Veltroni è intervenuto per difendere un'etica e uno stile istituzionali che devono restare lontani da qualsiasi ombra o sospetto». Ma proprio perché si è di fronte solo ad ombre, sospetti, dichiarazioni di pentiti, senza accuse precise contro Cosentino molti esponenti democratici hanno deciso di non votare o di votare in dissenso con le indicazioni del capogruppo. I CASI LUSETTI E MARGIOTTA - Per esempio la pugliese Cinzia Capano, avvocato e membro della commissione Giustizia, ha spiegato che «questa pessima figura si sarebbe potuta evitare se avessero fatto passare il provvedimento dalla commissione Giustizia; e avremmo anche evitato di assistere ad una lezione di diritto impartitaci dal centrodestra. Alla luce di questa mozione non si capisce allora la nostra posizione su Renzo Lusetti, Salvatore Margiotta (i parlamentari coinvolti in alcune inchieste, per cui non sono state chieste le dimissioni da parlamentari, ndr) e, per restare alla Campania, tanto meno non si capisce perché il Pd non abbia chiesto ad Antonio Bassolino di dimettersi dalla presidenza della Regione». La mozione era arrivata in aula la scorsa settimana, ieri è toccato al sottosegretario Giacomo Caliendo motivare il no del governo, appellandosi al principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza in assenza di accuse precise. Infatti - ha spiegato - la procura antimafia di Napoli lo scorso 19 gennaio ha risposto al governo di non poter fornire notizie sulla posizione di Cosentino, dato che le indagini sono coperte da segreto istruttorio. Dunque, non c'è alcuna accusa formalizzata contro il sottosegretario all'Economia. Vero, è stata la precisazione di Laura Garavini, che ha fatto la dichiarazione di voto favorevole alla mozione: «La nostra è una valutazione etica e politica, in difesa delle istituzioni». Non basta, ha detto il pdl Maurizio Paniz: «Cento sospetti non fanno una prova». Affermazione condivisa da molti Pd.
Corriere del Mezzogiorno - Rosanna Lampugnani
COMUNICATO STAMPA
Napoli, 28.01.09 Legge elettorale: Scala lo sbarramento al 4% è una vergogna. Dura accusa del Capogruppo regionale di Sinistra Democratica al PD di Veltroni Non è bastato al PD mettere in crisi la sinistra durante la precedente campagna elettorale, ora si appresta a dargli il colpo di grazia Dichiara Antonio Scala, capogruppo regionale di Sinistra Democratica E parlo del PD perché l'accordo sullo sbarramento al 4% mantenendo le attuali circoscrizioni e le preferenze, è stato raggiunto sotto una forte spinta del Partito di Veltroni che teme la concorrenza dei piccoli partiti della sinistra. Veltroni, visto assottigliato un consenso già in calo, pensa di guadagnare punti non con un progetto politico serio e condiviso, ma con strategie di bassa lega e con buona pace della democrazia Continua ScalaChe queste tattiche poco ortodosse le usi il Pdl non sconvolge, tutto sommato le unico interesse che ha Berlusconi in questa partita è aggregare i piccoli partiti del centro-destra e procedere sulla strada del bipolarismo con maggiori garanzie, ma che le persegua anche un partito che osa definirsi di centro-sinistra è vergognoso. Cosa può garantire l'esercizio democratico se non il pluralismo politico? Chiede il rappresentante di SD A quanti elettori sarà negata di partecipare al voto perché non si iconosceranno nelle due coalizioni? E perché un elettore di sinistra dovrebbe scegliere PD? Non ci sembra che le politiche messe in campo da questa opposizione fino ad oggi siano state condivise o abbiano mostrato davvero di essere allÂ’opposto di questa maggioranza. Anzi. In più punti, non ultimo quello sulla legge elettorale, la maggioranza nel PD ha trovato un valido alleato. La storia lo insegna, quando in un governo non c'è opposizione non si chiama regime democratico ma dittatura - Spiega Antonio Scala - Tra l'altro in termini pratici questo si potrebbe tradurre con l'assenza nel parlamento europeo di partiti che sono nella tradizione politica italiana e ne hanno fatto la storia. E se si aggiunge che , nel caso non saranno reintrodotte le preferenze, gli uomini scelti dalle dirigenze non saranno certo rappresentanti del Sud, questo, dopo il federalismo fiscale da poco introdotto, sarebbe una vera e propria iattura per il Mezzogiorno E' ora di dire basta a questi reiterati attentati alla democrazia e, soprattutto, agli schiaffi che continua a prendere il Sud. Conclude il Capogruppo Sinistra Democratica farà sentire la sua voce e metterà in campo tutte le iniziative possibili affinché il PD torni indietro sull'ipotesi dello sbarramento al 4% - Non è mostrando così poco rispetto che Veltroni potrà costruire unÂ’alleanza politica con le forze di sinistra, non è così che salverà il suo partito e guadagnerà consensi e, soprattutto, non è così che onorerà la democrazia
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