Il capogruppo di Sinistra Democratica in consiglio regionale parla dei problemi che attanagliano la Campania. Tra le priorità il “nodo” sanità, che rischia il commissariamento, il federalismo e il Piano territoriale regionale


La sinistra democratica in consiglio regionale prova a ricompattare le fila del centro-sinistra. Una priorità dettata dal capogruppo in regione di SD che punti anche a dare maggiori risposte al cittadino. Quale la ricetta per ripartire? «Siamo da troppo tempo fermi e speriamo che con l’inizio dei lavori in consiglio si possa cambiare marcia. E’ giunto il momento di riunire gli stati generali del centro-sinistra perché non è solo sul nome del prossimo candidato che si gioca la partita. Le primarie possono essere una cosa positiva ma dobbiamo assolutamente ritrovare il rapporto che avevamo con il nostro elettorato. Bisogna tornare a parlare con il popolo che ha gli stessi nostri ideali». Questo significa che bisogna lavorare insieme al Pd fin da subito? «Il partito democratico in questo momento sta pensando, forse, troppo alle sue cose interne. Doveva ricompattare il centro-sinistra e invece sta creando solo problemi. Ora ci vuole un progetto politico nuovo, ci vogliono delle primarie di tutta la coalizione anche perché solo noi, solo l’alleanza di centro-sinistra può realmente governare insieme questa regione. Ledi dico, però, che mi sento sfiduciato. Noi proveremo a fare la nostra parte. Lanceremo l’idea di una costituente della sinistra e già nei prossimi giorni saremo a Roma come Sinistra Democratica dove ci confronteremo in un incontroseminario ». I lavori in consiglio riprenderanno nei prossimi giorni, quali le priorità? «Ci sono diversi nodi da sciogliere. Ad esempio quello dei consorzi di bonifica: La legge è stata approvata ma manca ancora la votazione finale. Noi faremo mancare il nostro apporto se non verrà eliminata una una nuova tassa che i cittadini della nostra regione dovranno pagare se verrà approvata definitivamente. La nuova gabella che non dovrebbe essere accollata ai cittadini è quella sulla bonifica dei suoli. Alta questione importante quella del Piano Territoriale Regionale. Per il Ptr ci sono delle difficoltà oggettive. Si va avanti solo con accordi di programma. Noi avevamo chiesto con un emendamento ben preciso di tutelare il PUT, il piano urbano della penisola amalfitana e sorrentina è di fatto l’unico strumento per tutelare questo territorio ricco di bellezze. Un territorio, una zona paesaggistica che possiamo defi- nire patrimonio dell’umanità e allo stesso tempo una fonte turistica per la Campania che dovrebbe essere rivalutata e sfruttata maggiormente. Inoltre tutto il piano territoriale deve essere approvato in maniera seria con una seri di provvedimenti importanti che ci facciano uscire dall’approssimazione ». La Campania deve ripartire conanche dalla sua città simbolo lei cosa ne pensa? «Napoli di fatto è la capitale del Mezzogiorno. Il rilancio di tutto il sud passa sicuramente dal capoluogo della nostra regione. Dall’occupazione al rilancio di immagine dopo la questione dei rifiuti Napoli deve assolutamente ripartire e la città può essere il motore della Campania». Altra questione spinosa: la Sanità? «Le dico subito che temo il commissariamento. Ci sono delle difficoltà chiare che sono sotto gli occhi di tutti. Se c’è un patto per la salute a livello nazionale bisogna vedere se anche da noi è attuabile. Contenere i costi significa peggiorare i servizi in Campania. Anche a livello occupaziona le si possono assumere infermieri ma purtroppo non i medici. Questo ricade sui cittadini che rischiano ancora una volta di avere un servizio pessimo. La situazione è molto delicata. Il governo regionale e l’opposizione stessa deve guardare al di là del colore politico. Personalmente mi sento di invitare anche il Centro-destra a fare una battaglia seria e con giunta per il bene della sanità campana». La regione Campania dovrà dire la sua anche sulla questione del federalismo? «Anche questa è una questione non certo facile. Il federalismo voluto da Berlusconi proprio non ci piace. Pensate anche alla questione scuola. Anche in Regione si dovrà aprire un dibattito sul federalismo. Secondo alcuni studi fatti il cittadino campano rischia di dover pagare 450 euro in più in tasse se verranno attuati certi meccanismi legati al federalismo. Un onere in più per una popolazione che ormai non arriva più neanche alla terza settimana. E ancora,nella città di Napoli questi nostri dati ci indicano che i partenopei rischiano di trovarsi nuove gabelle che arriveranno a farli spendere anche 900 euro in più. Una cifra impossibile da sostenere per lo più avendo sempre gli stessi scadenti servizi. Per tale motivo siamo pronti a chiedere una discussione in aula per evitare questo ulteriore sacrificio ai napoletani ma di fatto a tutti i campani». Apriamo il capitolo Bassolino. Il Governatore ha chiaramente detto che andrà avanti almeno fino al 2009. Si tornerà alle urne o si terminerà la legislatura alla scadenza naturale? «In questo momento credo che la ricetta migliore, come dicevo anche prima, è andare avanti. Preferibilmente in maniera compatta. Bisogna continuare a lavorare in maniera proficua fino al 2009. Poi come è stato anticipato da Antonio Bassolino, si tireranno le somme. Pensare di andare a votare domani sarebbe letale. Non ci sono i presupposti anche perché abbiamo ancora il problema dei rifiuti. La Germania, pare, non voglia più la nostra spazzatura, la differenziata non è di certo partita, tranne per alcun zone sparute. I siti di stoccaggio ancora devono essere aperti del tutto così come le discariche. Le difficoltà quindi non mancano. Nel 2009 insieme a Bassolino valuteremo il da farsi. Personalmente cosa prevedo? Che non si vada a votare e si chiuderà questa legislatura alla sua scadenza naturale. Dico questo perché non credo che realmente il centro-destra voglia tornare alle urne neanche nel 2009. Certe cose si dicono ma poi bisogna capire se veramente si pensano». Una tornata elettorale però è alle porte. Si torna alle urne per tre Province in Campania e per il Sindaco di Avellino? «Un appuntamento elettorale importante, da non sottovalutare e proprio per questo bisogna arrivare a primarie della coalizione. Poi bisogna redigere un programma chiaro, snello, propositivo. Sarà importante cosa deciderà il Partito Democratico perché come dicevo, loro hanno un ruolo fondamentale nell’area di centro- sinistra. Il Pd deve capire che la sua ‘mission’ era quella di essere forza di Governo, ora se hanno cambiato idea questo non lo so. In questo momento il Partito Democratico deve capire che non è maggioranza e per uscire dall’empasse bisogna iniziare a pensare di compattarsi». Nel toto-Governatore si fa il nome del sindaco di Salerno Vincenzo de Luca, cosa ne pensa? «Non mi affascina il toto nomi. Io sono per le primarie. De Luca è un nome che non mi convince. Una persona che dice che Maroni è il miglior Ministro dell’Interno mi lascia pensare. Fare la guerra ai barboni e alle prostitute può essere un operazione di maquillage, ma credo che i problemi di grandi città come Salerno o Napoli sono ben altri. Le vere priorità sono le morti bianche, il lavoro, la droga, la criminalità. La Campania ha bisogno di risolvere questi problemi, non certo schedare i bambini rom».

Postato alle 11:14 di giovedì, 04 settembre 2008


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Commenti
#1   05 Settembre 2008 - 18:20
 
Credo che i lettori campani che passano di quà leggeranno con molta attenzione
... io ti lascio un saluto!
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